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	<title>Movimento Nuovi Consumatori</title>
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		<title>PETIZIONE POPOLARE PER LA SICUREZZA</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 14:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movnuocon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DA SABATO 19 MAGGIO 2012 INIZIA LA PETIZIONE PER LA SICUREZZA, LE CUI FIRME SARANNO INVIATE AL PRIMO MINISTRO MONTI. LA SICUREZZA E’ UN DIRITTO COSTITUZIONALMENTE GARANTITO PER I CITTADINI...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/polizia-di-stato3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-772" title="polizia-di-stato" src="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/polizia-di-stato3.jpg" alt="" width="290" height="226" /></a><strong><em> </em></strong></em></strong></p>
<p><strong><em><strong><em>DA SABATO 19 MAGGIO 2012 INIZIA LA PETI</em></strong>ZIONE PER LA SICUREZZA, LE CUI FIRME SARANNO INVIATE AL PRIMO MINISTRO MONTI.</em></strong></p>
<p><strong><em>LA SICUREZZA</em></strong></p>
<p><strong><em>E’ UN DIRITTO</em></strong><strong> COSTITUZIONALMENTE GARANTITO PER I CITTADINI ed </strong></p>
<p><strong><em>È UN DOVERE</em></strong><strong> PER LO STATO </strong></p>
<p><strong>NON SOLO VERSO I CITTADINI STESSI MA ANCHE VERSO COLORO CHE LO SERVONO, FORZE DI POLIZIA E MAGISTRATURA <em>IN PRIMIS</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>I CITTADINI VITTIME DI REATI DEBBONO ESSERE ESENTATI DAL PAGAMENTO DELLE TASSE TUTTE LE VOLTE CHE LO STATO NON E’ IN GRADO DI GARANTIRE LORO LA SICUREZZA OPPURE NON LO E’ STATO.</p>
<p>SICUREZZA CHE E’ UN SERVIZIO PER IL QUALE I CITTADINI CORRISPONDONO LE IMPOSTE.</p>
<p>Per la lotta agli evasori è stata allestita una vera e propria task force di uomini e mezzi senza precedenti: Equitalia come l’Fbi.</p>
<p>Per la lotta alla criminalità organizzata non solo non ci sono né uomini né mezzi né risorse, ma si chiudono caserme, si riduce il personale, non si fanno concorsi e si tagliano i fondi.</p>
<p>La criminalità’ organizzata è un cancro della società civile che ha un costo economico anche per le imprese.</p>
<p>Da tanto, troppo tempo la tematica della sicurezza è stata prerogativa e cavallo di battaglia di una certa parte politica che non ha in realtà fatto nulla per affrontare e risolvere in maniera decisiva un problema che ormai è diventato una vera e propria  emergenza!</p>
<p>La criminalità non ha nazionalità’: la delinquenza straniera danneggia  non solo i cittadini italiani, ma anche quelli stranieri cha da noi vogliono vivere e lavorare con onestà e nel rispetto della legalità.</p>
<p>La situazione a Parma:</p>
<p>PROCURA REPUBBLICA DI PARMA            carenza di Pubblici Ministeri</p>
<p>tra pochi mesi saranno 5 invece degli 8 previsti dall’ organico in pianta stabile e</p>
<p><em>contro i 12 attualmente in servizio presso la Procura di Modena e Ravenna</em></p>
<p><em> </em>TRIBUNALE DI PARMA                          carenza di 5 Giudici tra la sezione civile e penale</p>
<p>POLIZIA DI STATO                                carenza di organico pari al 30%</p>
<p>carenza di mezzi: 2 volanti in servizio</p>
<p><em>contro le 5 volanti di Reggio Emilia</em></p>
<p>CARABINIERI                                        carenza di organico pari al 20%</p>
<p>POLIZIA PENITENZIARIA                     carenza di organico pari al 30%</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Firma anche Tu la PETIZIONE POPOLARE per chiedere: PIU’ SICUREZZA</span></em></strong></p>
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		<title>COMMERCIO E SICUREZZA: NUOVI CONSUMATORI ORGANIZZANO INCONTRO TRA I CANDIDATI SINDACO E I COMMERCIANTI ASSOCIATI AL MOVIMENTO</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 09:44:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Movimento Nuovi Consumatori ha organizzato un dibattito sulla questione dell’allarme sicurezza tra via Verdi, via Garibaldi e piazzale Della Pace: “I commercianti non ne possono più. Cosa intendono fare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/578512_215421281902019_100003024475640_359639_1082159698_n.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-760" title="578512_215421281902019_100003024475640_359639_1082159698_n" src="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/578512_215421281902019_100003024475640_359639_1082159698_n-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong>Il Movimento Nuovi Consumatori ha organizzato un dibattito sulla questione dell’allarme sicurezza tra via Verdi, via Garibaldi e piazzale Della Pace: “I commercianti non ne possono più. Cosa intendono fare i nuovi amministratori?”</strong></p>
<p>Da biglietto da visita della città per chi arriva dalla stazione a triangolo del degrado. Questa è diventata l’area tra via Verdi, via Garibaldi e piazzale della Pace per il Movimento Nuovi Consumatori, che ha raccolto il grido d’allarme dei commercianti e ha organizzato un incontro pubblico con i candidati sindaco per ascoltare le loro proposte per il problema sicurezza in centro.</p>
<p>“I negozianti non ne possono più di spacciatori, tossicodipendenti, ladri – dice Filippo Greci Presidente di Nuovi Consumatori – e ricordo che la criminalità non ha etnia, ci sono tanti commercianti stranieri che soffrono per questi problemi. Che cosa intende fare la futura amministrazione?”</p>
<p>Roberto Ghiretti di Parma Unita punta il dito contro la Ztl: “Era una cosa provvisoria che è diventata permanente, ma i benefici vanno rivalutati. Sicuramente non aiutano i cantieri infiniti nati da una politica sballata, che allontanano dal centro. Sicuramente bisogna spendere di più per la sicurezza, pensare a una sala operativa unica, a un presidio 24 ore della polizia municipale che comunque non deve fare il compito di carabinieri e polizia di Stato. Si deve pensare a una riorganizzazione degli agenti operativi, facendo rete tra le istituzioni. Infine, fare pagare il plateatico come oro non giova a nessuno”.</p>
<p>Per il Movimento 5 Stelle parla Marco Vagnozzi, su delega del candidato sindaco Pizzarotti. Anche lui propone un gabbiotto unico per Municipale, carabinieri e polizia. Poi, più investimenti nella formazione dei vigili urbani: “Ad oggi si spendono 6mila euro all’anno: sono pochini. Gli introiti delle multe non vengono destinati alla Municipale, come da normativa. Inoltre si potrebbe pensare a un contributo di Fiere di Parma e Parma Calcio che usufruiscono dei servizi di controllo in modo massiccio durante le loro manifestazione, gratuitamente”.</p>
<p>Il candidato de La Destra, Priamo Bocchi, cita l’esempio di Mantova “che ha stilato un protocollo d’intesa tra prefetto e sindaco per coordinare le forze dell’ordine con la Municipale. Sarebbero utili più telecamere, ad esempio in via Palermo, e dovrebbero essere messe in Rete”. Anche la pianificazione commerciale potrebbe arginare il degrado: “Privilegiare le attività tradizionali invece che i negozi stranieri, come quelli cinesi, significa non snaturare zone che oggi hanno perso l’identità. Pensiamo alle baracche in piazzale della Pace”.</p>
<p>Roberta Roberti di Parma Bene Comune, candidata del Prc, sarebbe favorevole al ritorno del mercato bisettimanale in via Verdi. “Penso anche all’introduzione del vigile urbano di quartiere, che conosce bene i problemi di ogni zona. Inoltre, ci sono commercianti che non vengono più assicurati: contro il crimine: a Reggio Emilia l’amministrazione ha introdotto una polizza tramite il Comune per le vittime di reati”.</p>
<p>Infine Elvio Ubaldi di Civiltà Parmigiana pensa a una nuova Ztl che permetta la circolazione in via Verdi e in via Garibaldi “anche se bisognerà valutare quanto traffico può essere tollerato”. E’ contrario al ritorno delle bancarelle in via Verdi e le toglierebbe dalla Pilotta: “Il mercato deve essere permanente in Ghiaia e bisettimanale nelle vie limitrofe alla piazza. Per quanto riguarda la sicurezza, il Comune non può arrivare a tutto: bisogna insistere con governo e prefettura perché siano destinate più risorse alle forze dell’ordine”. <strong><em>ARTICOLO TRATTO DA REPUBBLICAPARMA.IT(m.c.p.)</em></strong></p>
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		<title>Addio al colpo di frusta</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 16:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movnuocon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eliminati i risarcimenti dei danni lievi non accertabili strumentalmente; via dagli indennizzi quindi i cosiddetti “colpi di frusta” che verranno risarciti dalle compagnie soltanto se dimostrabili da apposita documentazione medica...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/ambulanza1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-756" title="ambulanza" src="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/ambulanza1.jpg" alt="" width="298" height="224" /></a></p>
<p>Eliminati i risarcimenti dei danni lievi non accertabili strumentalmente; via dagli indennizzi quindi i cosiddetti “colpi di frusta” che verranno risarciti dalle compagnie soltanto se dimostrabili da apposita documentazione medica oggettiva, questo quanto prevede il Decreto-Liberalizzazioni.</p>
<p>Premesso che l’accertamento clinico e l’accertamento strumentale sono due tempi di una indagine diagnostica, il primo di esclusiva competenza del “medico” che effettua la visita, il secondo della “macchina” che effettua l’esame, va da se che ben può esserci un accertamento clinico positivo a fronte di un esame strumentale negativo, mentre invero improbabile è il contrario.</p>
<p>Ogni valutatore che si rispetti, infatti, sa benissimo che i rilievi clinici possono essere anche e solo sostenuti dalla sintomatologia soggettiva e ciò non inficia certo il valore dell’accertamento.</p>
<p>Ciò comporta che nessun Medico Legale licenzierebbe mai simili espressioni valutative contraddittorie e prive di scientificità, come quelle lette negli emendamenti, frutto di acclarata ignoranza tecnica.</p>
<p>Gli “esami clinici” e gli “esami strumentali”, poi, vanno visti e considerati in un’ottica a 360 gradi perché ciò che emerge da una particolare indagine strumentale può aver valore molto diverso se, per esempio, preceduto da un antecedente di natura traumatica.</p>
<p>Ecco così spiegato in poche ma spero chiare parole, perché gli emendamenti proposti dovrebbero essere immediatamente ritirati in quanto non pertinenti e del tutto inadeguati rispetto alle delicate problematiche valutative di stretta pertinenza della medicina legale.</p>
<p>Oltretutto, invece di semplificare finirebbero inesorabilmente per rendere più problematica, confusa e motivo di ulteriori scontri la procedura di liquidazione del danno alle persone, a totale nocumento del cittadino danneggiato contro il quale tali emendamenti finiranno inesorabilmente per ritorcersi, per contro incrementando sempre più il business affaristico delle Imprese di Assicurazione.</p>
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		<title>Agenzia delle Entrate e truffe online, Nuovi Consumatori denunciano un nuovo caso</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 10:31:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“In data odierna sono pervenute alla nostra sede alcune segnalazioni di nostri associati, che quivi si allegano, in ordine a mail, apparentemente inviate dalla Agenzia delle Entrate, che “annunciano” la...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/images1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-727" title="images" src="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/images1-300x91.jpg" alt="" width="300" height="91" /></a></p>
<p>“In data odierna sono pervenute alla nostra sede alcune segnalazioni di nostri associati, che quivi si allegano, in ordine a mail, apparentemente inviate dalla Agenzia delle Entrate, che “annunciano” la notifica di Rimborsi Fiscali di una determinata somma in capo al contribuente di turno”. E’ quanto spiega il presidente del Movimento Nuovi Consumatori.<br />
La mail contiene un allegato che rimanda ad un sito riconducibile all’Agenzia delle Entrate, quasi perfetto nella presentazione, per accedere al rimborso fiscale medesimo. “Una volta effettuato l’accesso nel sito apparentemente di pertinenza dell’Agenzia delle Entrate – continua Greci -, si apre un modulo di rimborso che richiede di fornire, oltre ai dati personali, anche gli estremi della propria carta di credito, con numero, data di scadenza e numero di sicurezza. Il sito nel quale si compie l’operazione, ad una attenta analisi, differisce da quello reale dell’agenzia delle Entrate perchè la banda blu di riferimento è leggermente diversa: tuttavia se si effettua una navigazione all’interno del sito-truffa esso collega al reale sito dell’Agenzia delle Entrate ed in questo risiede l’eventuale insidia di coloro che credono di essere nel vero sito dell’Ente stesso”.<br />
Il movimento Nuovi Consumatori ha interpellato telefonicamente l’agenzia delle Entrate e “ci hanno risposto che i rimborsi vengono richiesti o concessi solo tramite mezzi cartacei, mentre non vengono inviate, dall’Ente in parola, alcune mail contenenti “notifiche “ di rimborsi fiscali”.<br />
E’ l’ennesima truffa ai danni dei cittadini-consumatori. Per questa ragione nei prossimi giorni, il Movimento Nuovi Consumatori presenterà un esposto dettagliato alla Procura della Repubblica di Parma.</p>
<p>articolo tratto da <a href="http://www.parmaoggi.it">www.parmaoggi.it</a></p>
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		<title>PETIZIONE PER CHIEDERE ABOLIZIONE CANONE SPECIALE RAI</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 10:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movnuocon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il movimento Nuovi Consumatori comunica ufficialmente, viste le numerose richieste in merito pervenute in data odierna, di voler organizzare una raccolta firme contro il canone speciale Rai, che saranno inoltrate...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><a rel="attachment wp-att-698" href="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/?attachment_id=698"><img class="aligncenter size-full wp-image-698" title="untitled" src="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/untitled1.bmp" alt="" /></a></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Il movimento Nuovi Consumatori comunica ufficialmente, viste le numerose richieste in merito pervenute in data odierna, di voler organizzare una raccolta firme contro il canone speciale Rai, che saranno inoltrate al ministro Corrado Passera, attesa l’annosa e poco chiara questione che vede la disposizione di legge in parola come un odioso balzello dal sapore feudale.</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">La legge che regolamenta il tutto risale all’anno 1938 ed e’ stata interpretata dalla RAI al solo scopo di costringere al pagamento del canone tutte le imprese che posseggono dispositivi video destinati ad essere utilizzati in modi diversi: Ipad, videofonini , monitor per PC, videoregistratori etc etc.</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Non e’ chiaro neppure agli addetti ai lavori, peraltro, interpellati all’uopo alla luce di una rapida indagine effettuata dalla nostra associazione, quali sono gli apparecchi effettivamente soggetti al pagamento del canone speciale, seppure da una nostra interpretazione di tipo tecnico gli apparecchi debbono essere dotati di sintetizzatore o sintonizzatore televisivo per essere assoggettati al canone speciale.</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Cio’ che sembra chiaro pare essere solo l’obbligo di pagare che scatta anche se gli apparecchi elencati non sono utilizzati per la ricezione dei programmi televisivi, dato che si tratta di una tassa di possesso.</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Neppure condivisibile ci sembra la tesi di coloro che sostengono che il cittadino provvisto degli strumenti summenzionati debba proporre un atto di interpello all’Agenzia delle Entrate: proporre atto di interpello nei confronti di una semplice richiesta di pagamento inviata tramite lettera non raccomandata equivale ad ammettere di essere in possesso di una qualche apparecchiatura che rientri nel novero di quelle atte alla ricezione televisiva, quando potrebbe non essere cosi.</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">E’ pur vero che l’atto di Interpello alla agenzia delle Entrate se non destinatario di risposta puo’ essere utilizzato come interpretazione della legge in senso estensivo dal contribuente consumatore, ma del pari e’ vero anche che la lettera semplice non ha valore recettizio come una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ribadiamo inoltre la pretestuosita’della minaccia di agenti Rai o controllori dalla medesima prezzolati per i controlli del caso, come scritto chiaramente negli avvisi recapitati: rammentiamo<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>che senza consenso dei diretti interessati nessun ispettore o agente Rai puo’ procedere ad alcun controllo incorrendo in caso contrario in illeciti di natura penale.</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Solamente i pubblici ufficiali, come ad es Guardia di Finanza, che agiscono su delega della agenzia delle Entrate hanno la legittimazione attiva ad effettuare una normale verifica di ordine fiscale, tra le quali vi e’ anche quella di controllo sui regolari pagamenti di tasse ed imposte secondo i dettami dello Statuto dei Contribuenti .</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">In uno stato di diritto quando una legge e’ insensata non la si deve ignorare, la si deve cambiare con ogni mezzo possibile.</span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Invitiamo tutti i cittadini ad accorrere in massa per venire ad apporre la propria firma per la petizione annunciata, la cui raccolta firme avra’ inizio da lunedì 27 febbraio, prendendo contatto ed appuntamento col centralino della nostra associazione il cui numero di telefono e’ il seguente: 0521-1912645.</span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Ci si chiede,<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>infine, anche come curiosamente questi avvisi stiano arrivando proprio durante i giorni del festival di Sanremo: forse che la Rai per pagare l’indecoroso e deprimente monologo del sig.Adriano Celentano al festival si sia vista “costretta” a chiedere quattrini a professionisti, artigiani ed alle imprese?</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">Dott.Filippo Greci</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<p><span style="font-family: &amp;amp;quot; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;">Pres.Naz.MNC</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>CANONE SPECIALE RAI: BALZELLO FEUDALE</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 15:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movnuocon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  La Rai sta inviando una serie di avvisi a diversi operatori economici, commercianti e professionisti tramite i quali ipotizza l&#8217;esistenza di un televisore nei locali dello studio, ufficio o...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p>La Rai sta inviando una serie di avvisi a diversi operatori economici, commercianti e professionisti tramite i quali ipotizza l&#8217;esistenza di un televisore nei locali dello studio, ufficio o negozio.</p>
<p>Di conseguenza richiede il pagamento del cosiddetto &#8220;canone speciale&#8221;, previsto per gli apparecchi televisivi disponibili in pubblici esercizi ma anche in qualsiasi altro ambito &#8220;non familiare&#8221;, per un importo pari ad € 200,00.</p>
<p>L&#8217;obbligo e&#8217; stato istituito di fatto con l&#8217;articolo 1 del regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, con la seguente disposizione: <em>«Chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto. La presenza di un impianto aereo atto alla captazione o trasmissione di onde elettriche o di un dispositivo idoneo a sostituire l&#8217;impianto aereo, ovvero di linee interne per il funzionamento di apparecchi radiotelegrafici, fa presumere la detenzione o l&#8217;utenza di un apparecchio radio-ricevente»</em>; il canone &#8220;speciale&#8221; di abbonamento alle radiodiffusioni è stato di fatto introdotto dall&#8217;articolo 2 del decreto legislativo luogotenenziale 21 dicembre 1944, n. 458, sostituendo il secondo comma dell&#8217;articolo 10 del regio decreto legge 23 ottobre 1925, n. 1917 con questa disposizione: <em>«Qualora le radioaudizioni siano effettuate in esercizi pubblici o in locali aperti al pubblico o comunque al di fuori dell&#8217;ambito familiare, o gli apparecchi radioriceventi siano impiegati a scopo di lucro diretto o indiretto, l&#8217;utente dovrà stipulare uno speciale contratto di abbonamento con la società concessionaria»</em>. Tale norma introduce in modo più chiaro ed esteso il criterio di distinzione per l&#8217;applicazione del canone speciale e del canone ordinario. </p>
<p>Corrisponde al vero che esiste l&#8217;obbligo di pagamento se si detiene in ufficio, studio o negozio un apparecchio televisivo (adatto alla ricezione delle trasmissioni).</p>
<p>Tuttavia e’ importante evidenziare che il tutto non si applica nel caso di monitor non dotati di sintetizzatore di frequenza.</p>
<p>Anche se in apparenza le pagine della Rai paiono dare la sensazione  che si tratti di una disposizione riferita solo agli Alberghi, bar, ed esercizi simili sottolineamo che l&#8217;obbligo c&#8217;e&#8217; ANCHE PER UFFICI, NEGOZI, STUDI, indipendentemente dall&#8217;uso che ne viene fatto</p>
<p>Bisogna evidenziare che l&#8217;obbligo vale esclusivamente nel caso si tratti di un televisore dotato di sintonizzatore (o con un videoregistratore dotato di sintetizzatore), perche&#8217; si tratta di apparecchi atti alla ricezione.</p>
<p>Non esiste obbligo per i monitor &#8220;puri&#8221; che non sono in grado di decodificare il segnale trasmesso via etere, e per i <span style="text-decoration: underline;">lettori</span> di cassette o CD (non videoregistratori) che si limitano a leggere il segnale del nastro.</p>
<p>Del pari e’ giusto sottolineare il fatto che se non c&#8217;e&#8217; apparecchio televisivo (ricordiamo che la RAI semplicemente &#8220;ci prova&#8221;), ovviamente non si deve pagare, e non si puo&#8217; essere obbligati a compiere alcuna azione in merito.</p>
<p>Vale a dire non opererebbe il principio della presuntivita’; tuttavia potrebbe esserci una verifica di ispettori della Rai, che comunque per legge non possono procedere ad ispezioni personali,ne’ reali ne sulle persone ne sui luoghi di lavoro in quanto la legge non prevede in capo ai medesimi un siffatto potere di agire che andrebbe, se posto in essere, denunciato immediatamente all’autorita’ giudiziaria perche’ integranti fattispecie di reati ben precisi.<span id="_marker"> </span></p>
<p class="MsoHeader" style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt; tab-stops: 35.4pt;"><span style="mso-bidi-font-size: 10.0pt;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><a href="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/untitled.bmp"></a></span></span></span></p>
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		<title>Mediazione: sull’usucapione il primo conflitto giurisprudenziale</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movnuocon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al fine di deflazionare il carico giudiziario, ormai al collasso, su direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 Maggio 2008 , con D.lgs 20 Marzo 2010,n.28, è...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/logo-anpar-orig-finito1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-688" title="logo-anpar-orig-finito" src="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/logo-anpar-orig-finito1.jpg" alt="" width="221" height="240" /></a></p>
<p>Al fine di deflazionare il carico giudiziario, ormai al collasso, su direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 Maggio 2008 , con <strong>D.lgs</strong> <strong>20</strong> <strong>Marzo</strong> <strong>2010,n.28</strong>, è stato introdotto in Italia il nuovo istituto della Mediazione Civile e Commerciale finalizzato alla Conciliazione.<br />
Detto decreto all’art. 5 stabilisce, quale “ condizione di procedibilità dell’azione giudiziale” , l’obbligo del tentativo di conciliazione per le materie vertenti su “ diritti disponibili“ ivi indicate al comma 1; tra queste, genericamente indicati, i diritti reali.<br />
In ordine all’applicazione di tale nuova e rivoluzionaria normativa, era inevitabile che conflitti giurisprudenziali potessero sorgere ; orbene, il primo conflitto è relativo proprio ai diritti reali e più specificatamente all’<strong>usucapione</strong> <strong> </strong>( acquisto della proprietà a titolo originario mediante il possesso continuato nel tempo).<br />
Con <strong>d</strong><strong>ecreto</strong> <strong>6</strong> <strong>-</strong> <strong>22</strong> <strong>luglio</strong> <strong>2011</strong> <strong>la</strong> <strong>Sezione</strong> <strong>V</strong> <strong>Civile</strong> <strong>del</strong> <strong>Tribunale</strong> <strong>di</strong> <strong>Roma</strong> , ha stabilito che il verbale di conciliazione non può essere trascritto in quanto non è riconducibile a nessuna delle ipotesi previste all’art. 2643 c.c..<br />
Argomentano i giudici che con la mediazione l’accertamento dell’usucapione è data alla discrezionalità dei privati e non del giudice: “ <em>il</em> <em>verbale</em> <em>di</em> <em>conciliazione</em> <em>di</em> <em>cui</em> <em>alla</em> <em>Legge</em> <em>n.</em> <em>28/10</em> <em>recepisce</em> <em>uno</em></p>
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<p><em>schema</em> <em>negoziale</em> <em>nel</em> <em>quale</em> <em>la</em> <em>fase</em> <em>di</em> <em>negoziazione</em> <em>è</em> <em>favorita</em> <em>ed</em> <em>assistita</em> <em>da</em> <em>un</em> <em>privato,</em> <em>il</em> <em>cui</em> <em>ruolo</em> <em>diverge</em> <em>da</em> <em>quello</em> <em>del</em> <em>giudice,</em> <em>in</em> <em>quanto</em> <em>in</em> <em>quest&#8217;ultimo</em> <em>primeggia</em> <em>la</em> <em>funzione</em> <em>di</em> <em>accertare</em> <em>chi</em> <em>ha</em> <em>ragione</em> <em>e</em> <em>chi</em> <em>ha</em> <em>torto,</em> <em>offrendo</em> <em>la</em> <em>soluzione,</em> <em>in</em> <em>termini</em> <em>giuridici,</em> <em>del</em> <em>caso</em> <em>concreto,</em> <em>mentre</em> <em>il</em> <em>mediatore</em> <em>ha</em> <em>la</em> <em>funzione</em> <em>di</em> <em>favorire</em> <em>l&#8217;incontro</em> <em>tra</em> <em>le</em> <em>volontà</em> <em>delle</em> <em>parti</em> <em>e</em> <em>non</em> <em>entra</em> <em>nel</em> <em>merito</em> <em>dei</em> <em>termini</em> <em>dell&#8217;accordo;</em> <em>il</em> <em>che</em> <em>nulla</em> <em>a</em> <em>che</em> <em>vedere</em> <em>con</em> <em>la</em> <em>decisione</em> <em>di</em> <em>causa</em> <em>contenziosa”.</em><br />
Argomentazioni ,queste ,fatte proprie dal <strong>Tribunale</strong> <strong>di</strong> <strong>Varese</strong> <strong> </strong>che con <strong>ordinanza</strong> <strong>del</strong> <strong>20</strong> <strong>Dicembre</strong> <strong>2011</strong> ribadisce che il verbale di conciliazione “<em>non</em> <em>si</em> <em>surroga</em> <em>alla</em> <em>sentenza….che</em> <em>si</em> <em>figura</em> <em>come</em> <em>indefettibile</em>” ed inoltre , da parte del legislatore <em>una</em> <em>&#8220;scelta</em> <em>a</em> <em>casaccio</em>&#8221; l’aver incluso “i diritti reali “tra le materie sottoposte al regime dell’obbligatorietà .<br />
Testualmente:“<em>L&#8217;interpretazione</em> <em>secundum</em> <em>constitutionem</em> <em>deve</em> <em>ritenersi</em> <em>ammessa</em> <em>nel</em> <em>caso</em> <em>di</em> <em>specie,</em> <em>in</em> <em>conseguenza</em> <em>anche</em> <em>della</em> <em>elencazione</em> <em>(contenuta</em> <em>nell&#8217;art.</em> <em>5</em> <em>comma</em> <em>I</em> <em>del</em> <em>decreto</em> <em>legislativo</em> <em>28</em> <em>del</em> <em>2010)</em> <em>delle</em> <em>materie</em> <em>sottoposte</em> <em>al</em> <em>regime</em> <em>dell&#8217;obbligatorietà</em> <em>che</em> <em>costituisce</em> <em>(secondo</em> <em>i</em> <em>primi</em> <em>commentatori)</em> <em>quasi</em> <em>una</em> <em>&#8220;scelta</em> <em>a</em> <em>casaccio</em>&#8220;.<br />
Di opinione del tutto opposta l<strong>’ordinanza</strong> <strong>30/12/2011</strong> <strong>del</strong> <strong>Tribunale</strong> <strong>di</strong> <strong>Palermo</strong> <strong>Sezione</strong> <strong>di</strong> <strong>Bagheria</strong> secondo la quale le domande in tema di usucapione rientrano nell’ambito della mediazione obbligatoria in quanto domande relative a “controversie in materia di diritti reali” ai sensi del primo comma dell’art<strong>.</strong> <strong>5</strong> <strong>del</strong> <strong>d.lgs.</strong> <strong>28/10</strong> e il verbale di mediazione ,al pari della sentenza , pienamente trascrivibile.<br />
Per i giudici di Palermo il procedimento di mediazione tende a fare trovare un accordo che impedisce il sorgere del contenzioso giudiziario, senza che necessariamente tale accordo debba coincidere con il contenuto della pronuncia giudiziaria richiesta da parte attrice.<br />
Aggiungono inoltre che “ <em>la</em> <em>mediazione</em> <em>non</em> <em>è</em> <em>un</em> <em>clone</em> <em>anticipato</em> <em>della</em> <em>sentenza:</em> <em>l’accordo</em> <em>in</em> <em>sede</em> <em>di</em> <em>mediazione</em> <em>sulla</em> <em>domanda</em> <em>di</em> <em>usucapione</em> <em>può</em> <em>essere</em> <em>configurato</em> <em>in</em> <em>mille</em> <em>forme,</em> <em>tutte</em> <em>idonee</em> <em>a</em> <em>fare</em> <em>venire</em> <em>meno</em> <em>la</em> <em>lite</em> <em>…</em>”<br />
Come risolvere tale conflitto giurisprudenziale?<br />
Probabilmente basterà aspettare la prevista prossima pronuncia della Corte Costituzionale.</p>
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		<title>Barricate a difesa delle province</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movnuocon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si alzano le barricate sulle province. Da più parti giungono appelli al premier Monti e al Parlamento a non sopprimere gli enti intermedi. E anche il presidente della Repubblica Giorgio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/Provincia_PV.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-683" title="Provincia_PV" src="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/Provincia_PV-300x287.jpg" alt="" width="300" height="287" /></a></p>
<p>Si alzano le barricate sulle province. Da più parti giungono appelli al premier Monti e al Parlamento a non sopprimere gli enti intermedi. E anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiede chiarezza sulla vicenda. “Esprimo il mio sostegno alla battaglia per la difesa delle Province”, ha detto, in un videomessaggio, il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, in occasione del Consiglio provinciale aperto a Torino sulla vicenda dell’abolizione delle province. “La provincia &#8211; ha affermato Cota &#8211; non è un ente inutile, ci possono essere Province inutili, e quindi è giusto rivederle, ma l’ente, soprattutto in una Regione ampia, è assolutamente necessario”. “In Piemonte &#8211; ha sottolineato Cota &#8211; abbiamo 1.206 comuni: chi gestirebbe strade e scuole? Ci vorrebbe un ente intermedio”. Il governatore piemontese si è detto favorevole “alla revisione delle circoscrizioni provinciali, passando da otto a quattro”. “Il Piemonte &#8211; ha aggiunto &#8211; è l’unica regione che ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge che svuota, e quindi di fatto abolisce, le province. Lo abbiamo fatto non per fare opposizione strumentale al Governo, ma perché condividiamo l’importanza di difendere le nostre istituzioni territoriali”. Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Torino Piero Fassino. “Chiediamo al governo di aprire rapidamente un tavolo di confronto con le Regioni e gli enti locali per arrivare alla ridefinizione dell’assetto istituzionale”. “Il riassetto istituzionale è necessario &#8211; ha spiegato &#8211; ci rendiamo tutti conto che avere 5mila Comuni su 8mila con meno di 3mila abitanti rischia di mettere molti enti locali nelle condizioni di non avere le dimensioni di scala per governare adeguatamente i problemi. Si tratta di definire come affrontare questo problema e in particolare come incentivare la formazione dei unioni di comuni, così come è chiaro che si tratta di ridefinire le funzioni delle Province e degli enti intermedi alla luce anche della necessità nelle grandi città di istituire le autorità di area metropolitana.</p>
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		<title>Cassazione: chi presenta ricevute di pagamento false alla compagnia telefonica commette truffa</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:12:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movnuocon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la sentenza n. 2730 del 23 gennaio 2012 la Corte di cassazione ha sancito la responsabilità per tentata truffa di un utente che aveva esibito alla Telecom ricevute di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/Sentenza3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-679" title="giudice" src="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/Sentenza3-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a></p>
<p>Con la sentenza n. 2730 del 23 gennaio 2012 la Corte di cassazione ha sancito la responsabilità per tentata truffa di un utente che aveva esibito alla Telecom ricevute di pagamento contraffatte per dimostrare di essere in regola con i pagamenti, allo scopo di continuare a fruire del servizio.<br />
L’imputato era invece in mora, non pagando il canone da diverso tempo, ma era stato assolto in sede di merito con formula piena (perché il fatto non sussisteva).<br />
La cassazione ha ribaltato il verdetto, ravvisando nel comportamento dell’utente gli estremi della tentata truffa.<br />
Affermano infatti i giudici di legittimità che la falsa rappresentazione dell’avvenuto pagamento, presupposto indispensabile per continuare a fruire del servizio telefonico, effettuata tramite la presentazione al personale competente delle ricevute contraffatte, presentava «all’evidenza l’attitudine a far conseguire detto vantaggio patrimoniale e quindi a determinare l’evento del reato di truffa, sicchè deve considerarsi integrato il requisito dell’idoneità degli atti. E poiché, non potendo essere fine a se stessa, la simulazione non può avere altro scopo che quello fraudolento, secondo quanto impone di ritenere la comune esperienza, risulta integrato anche il requisito della univocità degli atti, che sono tali quando, considerati in sé medesimi, per il contesto nel quale si inseriscono, per la loro natura ed essenza rivelino, secondo l’<em>id</em> <em>quod</em> <em>plerumque</em> <em>accidit</em>, l’intenzione dell’agente».<br />
Nel caso di specie il vantaggio del soggetto agente poteva consistere nella prosecuzione dell’erogazione del servizio che altrimenti si sarebbe dovuto sospendere per mora e nella chiusura della pratica di recupero dei pagamenti per le fatture scadute.</p>
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		<title>Danno morale: il Tribunale di Bari ribadisce l’autonomia rispetto al danno biologico</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>movnuocon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Di nuovo la giurisprudenza interviene sul tema dell’autonomia ontologica del danno morale, discostandosi dall’orientamento assunto dalle Sezioni Unite della Cassazione con una serie di pronunce del 2008  in cui...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><a href="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/Sentenza2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-675" title="giudice" src="http://www.nuoviconsumatori.com/portale/wp-content/uploads/Sentenza2-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Di nuovo la giurisprudenza interviene sul tema dell’autonomia ontologica del danno morale, discostandosi dall’orientamento assunto dalle Sezioni Unite della Cassazione con una serie di pronunce del 2008  in cui si affermava che il danno non patrimoniale è categoria generale, non suscettibile di suddivisione in sottocategorie variamente denominate che avrebbero una portata meramente definitoria all’interno di quella unitaria di riferimento. Nella prospettiva delle riportate Sezioni Unite, una volta esclusa la possibilità di individuare autonome sottocategorie di danno non patrimoniale, compito del giudice, prescindendo dalla terminologia adoperata, è quello di valutare in concreto il pregiudizio arrecato alle persone, provvedendo alla integrale riparazione del danno ed evitando duplicazioni di poste risarcitorie.<br />
Già nella giurisprudenza, di merito e di legittimità, immediatamente successiva alle sentenze del 2008, non sono mancate smentite al descritto orientamento sulla quantificazione del danno non patrimoniale e sulla valenza che, nell’ambito di tale unitaria categoria di danno, assumono il danno morale, il danno biologico e il danno esistenziale. In questo senso la stessa Cassazione aveva recuperato piena autonomia al danno morale, individuato nella sofferenza soggettiva procurata in conseguenza di un fatto illecito costituente reato e considerato risarcibile in sé, a prescindere dalla relativa intensità e durata nel tempo (cfr. Cass. sentt. 29191/2008, 479/2009, 557/2009, 11701/2009).<br />
Ribadisce, ora, il Tribunale di Bari che il danno morale va liquidato in via autonoma, senza nessun automatismo e indipendentemente dal danno biologico. Riconoscendo il risarcimento del danno non patrimoniale ad un uomo che, aggredito nel parcheggio di un albergo, aveva subito lesioni personali e morali, il giudice ha motivato che nella quantificazione del danno morale contestuale alla lesione del diritto alla salute, la valutazione di tale voce di danno, dotata di logica autonomia in relazione alla diversità del bene protetto, che pure attiene ad un diritto inviolabile della persona ovvero all’integrità morale, deve tener conto delle condizioni soggettive della persona umana e della gravità del fatto, senza che il danno morale possa essere liquidato come una quota minore di quello biologico. La relativa autonomia è affermata sia in relazione alla nostra Carta costituzionale, che tutela l’integrità morale (art. 2), sia in relazione a principi sovranazionali espressi nella Carta di Nizza e nel Trattato di Lisbona, ratificato dall’Italia con L. 190/2008.</p>
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