Corsie bus, automobilista riceve 15 verbali in un giorno. Mnc: “Già vinte oltre 60 cause”

Corsie bus, automobilista riceve 15 verbali in un giorno. Mnc: “Già vinte oltre 60 cause”

Si chiama Tiris Ionel, abita a Parma, è disoccupato e ha beccato ben 49 contravvenzioni dai varchi che sorvegliano le corsie dei bus. Infrazioni collezionate in diversi passaggi tra viale Rustici, via Zarotto e via Montebello, con le notifiche arrivate tra gennaio e febbraio. Quindici gli sono state recapitate in un solo giorno. Ora deve pagare oltre tremila euro.

Il suo caso è stato preso in carico dal Movimento nuovi consumatori, che vista la particolare situazione di Ionel – senza lavoro e con la moglie malata di cuore – ha deciso di sostenerlo nelle spese legali. Procede intanto la battaglia dell’associazione di Filippo Greci.

“Abbiamo già avuto oltre 60 contravvenzioni annullate. Con le ultime sentenze, i giudici di pace hanno statuito l’illegittimità di tutti i varchi delle corsie preferenziali. Per ogni caso è stata riscontrata la violazione della legge sulla privacy. Il coordinatore dei magistrati avrebbe espresso in una riunione la raccomandazione al Comune di annullare, in autotutela, le contravvenzioni”. E davanti ai giudici ci sono ancora altri 110 ricorsi da affrontare.

PGE E LE BANCHE DATI– Greci è tornato all’attacco di Parma gestione entrate, dopo la conferenza stampa sulle modalità di notifica delle multe, che secondo l’associazione, per via del loro numero elevato, verrebbero depositate direttamente alla Casa comunale senza che i messi siano passati nelle abitazioni degli interessati.

“Abbiamo denunciato diverse irregolarità nella notifica di alcune multe. Il Comune aveva risposto che avrebbe svolto dei controlli, mentre Pge ha sostenuto che era tutto regolare. A un mese di distanza, l’ente non ha detto nulla sulle verifiche, vorremmo sapere che fine hanno fatto”.

Mnc è venuto inoltre in possesso di nuovi elementi, sempre attraverso alcuni dipendenti di Pge. In particolare Greci ha mostrato una lettera del gennaio 2014, trasmessa dall’Inps all’ente di piazza Garibaldi, nella quale si fa riferimento a un accesso alle banche dati dell’Istituto di previdenza da parte di un’utenza riconducibile al Comune di Parma: “Il giorno 28 gennaio 2014 – si legge nella lettera – è stato rilevato un consistente numero di eventi (n.488 per consultazioni estratto conto contributivo) generati consecutivamente a intervalli ravvicinati e significativi, cioè vincolati al rilascio di delega, in violazione delle […] regole per l’utilizzo delle banche dati dell’Istituto”. L’Inps ha quindi sospeso l’account, chiedendo chiarimenti al Municipio, invitandolo a presentare “circostanziata relazione e eventuale documentazione attestante la regolarità degli accessi”.

Una mail trasmessa dai dipendenti di Pge all’associazione di Greci riporta: “[…] Si è sempre operato come se la società fosse iscritta – all’albo dei soggetti abilitati a effettuare attività di liquidazione, come avvenuto nei mesi scorsi (ndr) – pretendendo dai vari enti quali Provincia, Agenzia delle entrate, Inps, l’accesso alle loro banche dati con dati particolarmente sensibili, […], ma senza averne effettivo titolo. […] Non essendo riusciti a entrare direttamente nella banca dati dell’Inps, che aveva giustamente negato per mancanza di requisiti, hanno optato di accedere attraverso il Comune,
abusandone con alto numero di richieste, tanto che il controllo dell’Inps segnalava l’anomalia e sospendeva il servizio sino all’ottenimento di idonee risposte”.

“Pge ha operato in modo non legittimo anche su questo versante – conclude Greci – ricorrendo al Comune per accedere alla banche dati, al fine di conoscere la situazione di solvibilità delle persone multate. Faremo denuncia alla Procura”. (art.tratto da Parmarepubblica)