AVVISI DI GARANZIA AI VERTICI DI PARMA GESTIONE ENTRATE

AVVISI DI GARANZIA AI VERTICI DI PARMA GESTIONE ENTRATE

La vicenda di Parma Gestione Entrate ha tutte le premesse per diventare una bomba atomica contro il Comune di Parma.

In seguito alla maxi perquisizione e degli avvisi di garanzia recapitati a tre dirigenti di PGE per peculato, falso e usura (leggi), ieri è partito il gran battage di partiti e gruppi consiliari per attaccare il Comune, invocare giustizia, chiedere dimissioni… peccato che la denuncia del Movimento dei Nuovi Consumatori e la successiva pubblicazione dei verbali falsi delle notifiche delle multe fossero stati accolti per settimane senza alcuna reazione da consiglieri di minoranza, maggioranza, partiti, sindacati, associazioni, media (leggi). Anzi, ci fu qualcuno che liquidò il tutto come una campagna stampa denigratoria. Sembrava che tutti fossero d’accordo per cercare di fare spegnere la notizia e boicottare l’iniziativa del MNC in spregio ai loro compiti istituzionali e alle evidenze fattuali. Sia pur in sordina e senza dare pubblicità alla propria iniziativa, Parma Unita quantomeno depositò una richiesta di chiarimenti; il gruppo consiliare del Pd, tanto per cambiare, non fece nulla. Solo due voci si levarono sui giornali contro PGE: quella del consigliere regionale della Lega Nord Fabio Rainieri (leggi) e quella del senatore Giorgio Pagliari (leggi). Qualcun altro arrivò un mese dopo, quando ormai il silenzio non poteva più essere una strategia… fuori tempo massimo.

Oggi, dopo il polverone di comunicati stampa di ieri di tutti questi opportunisti della politica, è bene fare un pò di chiarezza e ricostruire la cronistoria dei fatti, per comprendere errori, colpe, mancanze, giustificazioni, meriti.

Per quanto riguarda la falsa notificazione di PGE tutto è partito da una conferenza stampa del Movimento dei Nuovi Consumatori in data 21 gennaio 2016 (leggi “Conferenza stampa clamorosa dei Nuovi Consumatori: “PGE non notifica a casa tutte le multe. I messi truffatori vadano a costituirsi alla Guardia di Finanza”).

Va dato atto all’assessore al Bilancio del Comune di Parma Marco Ferretti di avere prontamente avviato un’indagine interna su quanto denunciato dal MNC (leggi). Ma subito il primo errore: invece di coinvolgere il Movimento dei Nuovi Consumatori (come aveva suggerito Pagliari) che era a conoscenza dei dettagli delle notifiche false e quindi poteva guidare le verifiche, il Comune affidò l’indagine interna a PGE. In pratica PGE avrebbe dovuto “denunciare” se stesso!!!

E infatti questa autodenuncia non ci fu, al punto che in data 28 gennaio 2016 il Presidente di PGE Tosi mandò un comunicato stampa sostenendo che l’indagine interna condotta non aveva fatto emergere anomalie e che nei giorni successivi avrebbero informato i cittadini a riguardo (leggi).

A questo punto, dal 30 gennaio al 2 febbraio, è partita l’inchiesta di ParmaDaily. Venuto in possesso di abbondante documentazione dei verbali di notifiche, il nostro giornale dimostrò irregolarità macroscopiche con una serie di articoli e tutte le evidenze documentali del caso:

PGE sempre peggio: una stessa multa risulta notificata lo stesso giorno… da due notificatori diversi…

Quel labirinto di firme dei notificatori di PGE… Valla e Varesi partono con la stessa identica firma, poi se ne inventano un’altra diversa per ciascuno

PGE e le firme “mutanti”: trovare o meno la persona in casa cambia la firma del notificatore

Notificazione delle multe di PGE: sono firme originali dei notificatori o false fatte in ufficio della stessa “manina”?

A fronte di prove così schiaccianti quelli di PGE non solo non replicarono a ParmaDaily (del resto sarebbe stato impossibile farlo) ma, non fosse altro per non appesantire ulteriormente la loro posizione, decisero di non comunicare neppure i risultati dell’indagine interna.

E qui il secondo, e più grave, errore del Comune di Parma, che a fronte delle prove inconfutabili pubblicate, avrebbe dovuto cogliere la palla al balzo e chiedere le dimissioni del Cda di PGE che solo qualche giorno prima aveva attestato sui giornali con grande sicumera una situazione di regolarità poi rivelatasi completamente fasulla. Se avesse chiesto ed ottenuto le loro dimissioni oggi il Comune di Parma non si troverebbe nella difficilissima e pericolosissima situazione in cui si trova adesso. Perchè non lo abbiano fatto per me rimane inspiegabile. Un errore clamoroso, nonostante i ripetuti avvertimenti che gli arrivano da più parti, in primis dal MNC che continuava ad avvisarli ad ogni conferenza stampa in modo tanto esplicito quanto sinistro.

In data 10 marzo 2016, evidentemente non fidandosi più della documentazione e delle rassicurazioni di PGE, il Comune di Parma ha reso noto di aver incaricato la società di consulenza PWC di verificare la notificazione di PGE (leggi)… un’azione, però, troppo tardiva (sono già passati due mesi dalle notizie di reato) e purtroppo per loro è arrivata prima la Guardia di Finanza e la Polizia. Quei 50.000 euro di consulenza paiono essere stati spesi per nulla.

Continuo a credere che il Comune di Parma sia in buonafede, ma parimenti che in poche altre occasioni abbia gestito una partita così male come quella di PGE, probabilmente per mancanza di comprensione della gravità della problematica, per sottovaluzione, per eccesso di fiducia in personaggi che non la meritavano, per ingenuità, per incapacità politica, per alcuni cattivi consigli. Invece di agire, hanno fatto passare le settimane seduti su una polveriera, come se la variabile “tempo” nelle decisioni non fosse decisiva in politica come nella Pubblica Amministrazione. Incoscienti, temerari, inconsapevoli? Sta di fatto che hanno perso il treno. Avrebbero potuto giocare all’attacco ed essere i primi a mettere in croce PGE con le prove documentali che gli sono state fornite su un piatto d’argento… oggi sono impotenti all’angolo. Se gli va bene riusciranno a schivare i colpi più duri, altrimenti andranno KO insieme a PGE.

Alla luce di tutto ciò è evidente che i tre dirigenti di PGE coinvolti nell’indagine non potranno che dimettersi. E lo faranno il prima possibile, statene certi.

Li avessero fatti dimettere due mesi fa sarebbe stato meglio per il Comune di Parma, e ancora di più per loro.

A questo punto non rimane che da attendere il proseguo della storia di PGE. C’è da giurare che non mancheranno le sorprese… sempre che ormai di sorprese si possa parlare.
TRATTO DA PARMADAILY