RICORSO IN CASSAZIONE CONTRO SENTENZA TRIBUNALE PGE

Parma Gestione Entrare è legittimata a riscuotere tributi e sanzioni per conto del Comune di Parma. Lo hanno sancito 12 sentenze emesse lunedì dal giudice civile del tribunale di Parma, che ha accolto l’appello proposto dalla società e dall’Amministrazione contro gli annullamenti di sanzioni e ingiunzioni disposti dal giudice di pace.

Il motivo della nullità, secondo il Gdp, era la mancata iscrizione nel registro dei riscossori di Pge all’epoca in cui sono state emesse le sanzioni. L’azienda ha provveduto all’iscrizione negli scorsi mesi, ma l’atto non avrebbe avuto effetto retroattivi. Il tribunale di Parma ha ribaltato la decisione, dato una diversa interpretazione della norma che individua i soggetti abilitati a svolgere la funzione di riscossione per gli enti pubblici.

Come si legge in una delle sentenze d’appello, resa pubblica dal Movimento Nuovi Consumatori, l’articolo 52 del decreto legislativo 446/97 fissa dei requisiti per la partecipazione alle gare di affidamento del servizio. Dal 2007 viene richiesta l’iscrizione all’Albo per le società a partecipazione pubblica e privata (come Pge).

Ma questo non farebbe venire meno le concessioni affidate in precedenza, scrive il giudice Antonella Ioffredi: Parma Gestione Entrate è stata costituita nel 2006 e ha avuto l’affidamento del servizio prima dell’entrata in vigore di tale norma. Per questo il ricorso di Pge è stato parzialmente accolto e l’ingiunzione annullata dal giudice di pace è stata dichiarata legittima.

“E’ di fatto una sentenza che solleva molte perplessità e dubbi in fatto ed in diritto e non tiene conto di tutti gli aspetti, anche le indagini penali, che stanno interessando la predetta società e che sono tutt’altro che chiuse – scrive il presidente del Movimento Nuovi Consumatori Filippo Greci – Sorprende anche il fatto che le unanimi sentenze vittoriose ottenute avanti tutti i Giudici di Pace di Parma, siano state disattese.

Trentasei pagine di sentenza emessa dai Gdp nelle prime pronunce, a fronte di sette pagine di sentenza del giudice togato, sembrerebbero, tuttavia, smentire il poco impegno e l’ignoranza dell’ufficio dei Gdp di Parma.

Sorprende anche, ma non meraviglia affatto la rapidità con la quale la dottoressa Ioffredi ha deciso una causa molto complessa, come dalla stessa ammesso in sentenza: in meno di sei mesi , infatti, il ricorso depositato da Pge è stato deciso – prosegue il comunicato – Ciò a differenza di altri magistrati del locale Tribunale, i quali, vista la mole di lavoro pendente e la complessità della causa, hanno rinviato le cause d’appello promosse da Pge e dal Comune di Parma al 2017 ed al 2018 per la decisione finale

L’eccezionalità della rapidità con cui è stata emessa la sentenza si apprezza solo se si pensa ai ritardi che si accumulano per ottenere una pronuncia, ritardi dovuti all’enormità del contenzioso civile pendente ed alla scarsità di uomini e mezzi di cui può disporre il nostrano Palazzo di Giustizia: ci basta citare una altra causa, in altro ambito, iniziata dall’associazione nel 2012, rinviata al 2019 e che non vedrà la sentenza prima del 2020.

Non ci soffermeremo, poi, sul merito della sentenza emessa, giacche’ le sentenze si impugnano, non si commentano.

Ma preannunciamo di aver avuto mandato dai nostri associati, per ricorrere immediatamente in Cassazione; associati i quali hanno ben compreso che ormai non si tratta più di una questione di semplice diritto, ma di ben altro; associati che ringraziamo poiché hanno compreso ed apprezzato l’enorme sforzo profuso dai legali della nostra associazione. Associati che troveranno giustizia lontano da Parma, con le inevitabili implicazioni consequenziali”.

Le spese saranno sostenute direttamente dall’Associazione senza aggravio sui cittadini, ha concluso il presidente tribunale