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Parma Gestione Entrate, top secret la relazione di Price Waterhouse Coopers: commissione chiusa alla stampa

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La relazione curata da Price Waterhouse Coopers su Parma gestione entrate è stata messa a disposizione della Procura della Repubblica da parte del Comune.

Il documento, redatto dalla società di revisione incaricata lo scorso marzo dall’Amministrazione comunale per far luce sull’operato della società partecipata, è arrivato all’esame della commissione consiliare. La seduta è stata tuttavia preclusa alla stampa e si è svolta a porte chiuse.

Tuttavia si apprende che dall’atto emergerebbero problemi legati all’organizzazione interna della società, i cui vertici sono stati dimissionati dopo l’inchiesta giudiziaria aperta dai pm della Procura.

Poca trasparenza da parte dell’Amministrazione pentastellata? Il delegato al Bilancio Marco Ferretti ha spiegato: “Non è per la scarsa volontà di trasparenza che la commissione è stata secretata. Nella relazione ci sono contenuti nomi e rischi potenziali per l’azienda. Si tratta di un report assolutamente delicato, soprattutto se non spiegato in modo puntuale. Il Comune preparerà un estratto sintetico – con omissis – che pubblicherà sul sito”.

“Questa mattina – ha proseguito Ferretti – abbiamo depositato il rapporto alla Procura della Repubblica con la quale vogliamo avere la massima collaborazione. Speriamo in questo modo di favorire le indagini”.

Un invito a rendere pubblico l’atto è arrivato dal capogruppo del Pd Nicola Dall’Olio: “Vista l’importanza della società, credo che da parte del Comune sia doverosa la massima trasparenza, altrimenti non viene dato un messaggio corretto alla città. È assolutamente necessario che sia fatta chiarezza”.

La parte aperta della seduta ha visto l’esame della situazione della società partecipata, ancora scossa dal terremoto giudiziario dello scorso marzo.

In commissione hanno esordito i nuovi membri del cda, nominati dall’ente in aprile: il presidente Emanuele Favero e il consigliere Andrea Bertora. Assente il rappresentate del socio privato Federica Simonelli. Nei giorni scorsi è stata poi nominata, come coordinatore operativo, Giulia Fava, dipendente dal Comune di Parma e assegnata ora a Pge.

“Dal punto di vista del bilancio – ha detto Favero – è una società sana. Abbiamo deciso di operare in un regime di massima trasparenza, modificando alcuni processi e spingendoci oltre gli stessi criteri di legalità, proprio per non lasciare ombre sull’operato della società”.

Il neo presidente, che non ha nascosto difficoltà legate alla situazione ereditata, ha poi tenuto a chiarire: “Con le nostre scelte non intendiamo esprimere un giudizio su quello fatto da altri. Tuttavia siamo qui per migliorare alcuni aspetti”.

Favero, proprio nell’ottica della massima trasparenza, ha fatto presente la decisione del cda di versare al Comune tutto l’incassato. “È un modo per facilitare le verifiche. Dobbiamo impegnarci sul profilo della totale legalità”. Discorso analogo per le notifiche delle sanzioni, che, almeno per il momento, saranno ancora gestite da Poste italiane.

Rimane l’incertezza legata all’inchiesta in corso da parte della magistratura e della Guardia di finanza. “La società – ha sottolineato Bertora – si è attrezzata per fronteggiare eventuali rischi legati all’indagine. Non sappiamo dire oggi se siano dei pericoli remoti, non abbiamo elementi per giudicare”.

Un altro aspetto da valutare è il rapporto con il socio privato. Ferretti è rimasto cauto: “Dovremmo capire, sono successe delle cose, non si può fare finta di niente. Alcuni aspetti andranno modificati, nei limiti del contratto, che scadrà nel 2020”.

L’assessore ha invece espresso piena soddisfazione per la sentenza favorevole emessa dal tribunale di Parma lo scorso maggio, contro la quale il Movimento nuovi consumatori ha annunciato il ricorso in Cassazione.

Ferretti: “È un atto fondamentale, che riconosce la piena legittimità della società ad operare, indipendentemente dall’iscrizione all’Albo dei riscossori. Il giudice ha poi sancito che le multe emesse sono valide e che possono essere incassate da Pge”.

Sentenza accolta positivamente anche dal democratico Dall’Olio: “Non possiamo che esserne soddisfatti e stigmatizzare chi ha voluto condurre una guerra contro Pge, un gioco al quale come minoranza ci siamo sottratti, perché contrario all’interesse generale”. (racas) TRATTO DA PARMAREPUBBLICA.IT