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Gita in Tangenziale sud: Richiesta di rinvio a giudizio per l’ex coordinatore dei Giudici di Pace

“A fronte delle nostre azioni legali la Procura della Repubblica di Ancona ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex coordinatore dei Giudice di Pace di Parma Pasquale Netta. I capi di imputazione sono pesantissimi: abuso d’ufficio, omissione in atto d’ufficio e falsità ideologica. Il caso è quello degli autovelox in tangenziale sud” esordisce così il presidente del Movimento dei Nuovi Consumatori Filippo Greci. “Erano decenni che per un giudice di Parma non veniva richiesto un rinvio a giudizio.”
Greci ricostruisce la storia della vicenda: “Tutto nacque dalle dichiarazione dell’allora Comandante della Polizia Municipale di Parma Verrusio che disse che la Polizia municipale aveva compiuto un sopralluogo insieme a dei Giudici di Pace per verificare la regolarità di quei velox. Ma come poteva essere?  E’ contro la legge che dei Giudici di Pace facciano un sopralluogo con una parte del procedimento (la Polizia Municipale), senza dire nulla noi che eravamo l’altra parte. In questi casi la legge prevede il contraddittorio, la nomina di periti di parte, perchè nessuna parte sia lesa e qualcuno favorito. Si è trattato di un fatto gravissimo.”
“A seguito del nostro accesso agli atti, la PM ha risposto citando un verbale stilato del 23 maggio 2013 dal quale emerge che il sopralluogo era stato disposto dal Capo dei Giudici di Pace Pasquale Netta. A quel punto noi depositammo un esposto alla Procura di Ancona (competente per i reati commessi dai giudici di Parma): Netta non poteva giudicare cause in cui era coinvolto il Comune, non potendo garantire imparzialità. Quindi quando poi scoppio il caso delle ingiunzioni di pagamento di PGE chiedemmo a Netta di astenersi perchè c’erano gravi ragioni di convenienza.”
“Ma Netta non si astenne” prosegue Greci. “Quindi depositammo la richiesta di sua recusazione al Presidente del Tribunale di Parma perchè non era un giudice imparziale. Netta attestò il falso, dichiarando che il Movimento dei Nuovi consumatori non si era costituito nel procedimento (da qui l’imputazione per falso ideologico). Non solo non si astenne ma impresse un’accelerazione impressionante al processo e fissò dopo soli due mesi l’udienza per sentenziare (quando in media servono due anni), saltando tutto il procedimento civile che prevedeva memorie e testimoni. Era chiaro che questo signore voleva fermarci: questa è stata la nostra tesi. La richiesta di rinvio a giudizio di Netta da parte della Procura ci conforta.”
“Ma c’è di più” continua Greci. “Nello stesso mese in cui andava in pensione (dicembre 2015) l’allora Presidente del Tribunale Piscopo rigettò la nostra ordinanza per 19 volte senza motivazione… ma nella 20° aggiunse dei particolari incredibili! Scrive Netta che “in data 24.10.2013 si svolse la riunione periodica i cui fu posto all’ordine del giorno e discusso di detta tangenziale…”. Ma questa è una violazione di legge!!! Come è possibile che si svolgano delle riunioni collegiali in cui preliminarmente si stabiliscono degli orientamenti di merito nelle cause seriali. Il principio cardine del sistema giuridico italiano si basa sul libero convincimento del giudice, cioè questi non deve seguire un indirizzo giuridico prospettato da un Presidente dei Giudice di pace ma la sentenza deve scaturire unicamente dalla sua scienza e della sua coscienza di qualsiasi tipo. Altrimenti a cosa servono le cause con giudici diversi? Addirittura Netta arriva a lamentare che ‘qualcuno non ha tenuto riservata tale riunione’. Chiedo pubblicamente al nuovo Presidente del Tribunale di Parma se è consuetudine fare riunioni tra giudici per decidere a tavolino il merito delle cause. E’ fuori da ogni legge che un giudice debba sottostare alle decisioni di altri. Perchè l’allora Presidente del Tribunale Piscopo non ha trasmesso questo gravissimo fatto alla Procura di Ancona? E’ evidente che ci riserviamo di intentare una causa civile contro l’ex Presidente del Tribunale. Piano piano si stanno aprendo le crepe sul muro di omertà sul caso velox. C’era del marcio e i fatti ci stanno dando ragione.”
Un particolare inquietante nella richiesta di rinvio a giudizio: la Procura scrive di  “tempi diversi ed in esecuzione del medesimo proposito criminoso“. Medesimo rispetto a chi? C’è qualcuno che ha ispirato Netta? Magari già nell’udienza fissata per gennaio 2017 si saprà qualcosa di più
tratto da parmadaily.it